Gratta, vinci e Qrcode

Ogni tanto mi capita di essere contattato per fare delle ricerche di mercato su vari prodotti che devono essere messi in vendita, l’altro giorno l’intervista era sui gratta e vinci. 
In pratica vogliono lanciare sul mercato una nuova concezione di gratta e vinci, infatti oltre ai tradizionali biglietti in cui si gratta troveremo un codice che possiamo scansionare – con il nostro cellulare – con un applicazione chiamata Qrcode. 
Una volta fatta la scansione andremo sul sito del gratta e vinci e apriremo il gioco corrispondente al biglietto acquistato, da qui possiamo giocare a un gioco simile alle solite app solo che in questo caso il gioco è reale in quanto possiamo vincere o perdere dei soldi.  
Conclusioni, credo che ci mancava proprio questa cosa per i giocatori incalliti… questa novità può rendere ancora più frenetica la voglia di gioco e il conseguente sperpero di soldi.  
Lo stato ci dice di giocare con responsabilità, ma ci incita a giocare lo stesso e soprattutto senza limiti

Tanti contatti, pochi amici

Un recente studio di Robin Dunbar – antropologo dell’università di Oxford – sui social network e in modo particolare su facebook ha dimostrato che anche se abbiamo tanti contatti tra gli amici, quelli che noi riteniamo davvero degni di questo titolo sono pochi.
Pensandoci bene questa analisi è giusta, come si fa a relazionarsi con tutti i presunti amici di facebook?
Con l’amico ci si confida, si ha una relazione costante, chi lo farebbe con tutti?
Nella vita reale di “Amici veri” possiamo contarne davvero pochi e questa ricerca a mio parere è veritiera.
ami

Ingorghi da stress

Si sa che guidare in mezzo al traffico è davvero una delle maggiori forme di stress, lo conferma anche una ricerca realizzata da Tom tom  a livello europeo che ha conivolto quasi 10.000 persone.
Test medici e psicologici hanno rilevato che bastano 20 minuti di ingorghi e strombazzamenti per far salire lo stress a livelli pericolosi (per gli uomini sette volte più che per le donne). Vertigini, difficoltà respiratorie, dolori muscolari e di pancia, oltre alla riduzione della capacità di guidare.
Per questo io preferisco spostarmi a piedi se il tragitto è accessibile, mi sposto con l’auto solo se non posso farne a meno.
Voi che ne pensate??

Disordinato creativo

caos
Secondo una ricerca di Kathleen Vohs della Carlson School of Management – dell’università del Minnesota – il disordine aiuta la creatività.
Lo studio ha considerato 188 persone, che vivono e lavorano in ambienti più o meno disordinati. Il risultato della ricerca ha dato quest’esito: chi aveva stanze o scrivanie incasinate trovava le idee più fantasiose e interessanti.
Allora, dato che io ho una scrivania abbastanza disordinata sono sulla buona strada per essere un buon creativo.
Magari troverò idee al di fuori dal comune in confronto a chi è ordinato e schematico nelle sue cose.
Chi lo sa, forse sono un artista mancato 😀

Troppa tv porta all’aggressività

tv violenza“Non stare troppo davanti alla tv”: è una delle frasi che i genitori rivolgono più di frequente ai bambini. Ma cosa comporta stare troppo tempo davanti alla tv? Un recente studio dell’università di Otago (Nuova Zelanda) asserisce che i bambini e gli adolescenti che guardano molta televisione hanno maggiori probabilità di sviluppare comportamenti antisociali e addirittura criminali da adulti.
Lo studio ha seguito per dieci anni (dai 5 ai 15 anni di età) un campione di circa mille bambini. Ogni due anni sono stati raccolti i dati su quante ore passassero al giorno i ragazzi davanti alla tv. Il risultato? Quanta più tv si guarda, tanto più si tende a manifestare comportamenti antisociali.
Comunque la televisione non è responsabile dei comportamenti criminali degli adulti, ma riducendo durante l’infanzia e l’adolescenza il tempo dedicato ad essa, si possono ridurre i tassi di propensione alla violenza.
Quindi meglio accendere la radio, magari i bambini scoprono una passione per la musica. 🙂

Cancellare la memoria

memoriaL’altro giorno in macchina ho sentito la notizia che in Usa è in fase sperimentale un farmaco che riesce a far dimenticare i brutti ricordi e lascia quelli buoni. Lo scopo è aiutare le vittime di eventi traumatici.
Sinceramente non so se essere daccordo o meno nel cancellare qualcosa, io preferirei avere una macchina del tempo per non commettere più gli errori fatti in passato e magari in tal modo parte dei ricordi brutti svanirebbero.
Ma chi sarebbe disposto a assumere un farmaco “sperimentale”? E se poi alla fine questo cancella le cose belle? Se perdiamo la memoria e non ricordiamo più chi siamo??? Chi me l’assicura che sia affidabile questa cosa??
Mi sa che faccio troppe domande, comunque al 90% non lo prenderei, magari vedo ciò che succede a chi lo vuole provare 😀

Ignoranza dilagante

homer-brainSiamo Ignoranti!
Prima facevamo finta di non saperlo, adesso non possiamo più barare.
Lo dicono le statistiche sull’istruzione fatta dalla Ocse a livello nazionale ed Europeo, e con numeri da spavento. Solo il 33% degli Italiani ha una formazione sufficiente di livello Europeo, ha cioè una laurea o un diploma. Il restante 66% (36 milioni di italiani) è praticamente ignorante o quanto meno ha una formazione insufficiente, tra questi c’è anche chi è addirittura analfabeta allo stato puro.
Al sud naturalmente la situazione è più grave, il 10,3% in Basilicata (cioè 1 su 10) e l’8,5% in Puglia….
In questo contesto però c’è una cosa ancora più grave, la nostra ignoranza è destinata ad aggravarsi! La formazione, la cultura, la stessa scrittura infatti avanzano con l’informatica, mentre noi come dimostrano questi dati abbiamo ancora bisogno di spiegare elementarmente l’abc, la grammatica a milioni di persone. Insomma è come se a scuola i bravi fossero stati promossi all’anno successivo, e i meno bravi stessero fermi alle prime lezioni dell’anno in corso. Quest’ultimi purtroppo sono la stragrande maggioranza e vanno salvati, perchè l’informatica, l’avvento delle nuove tecnologie potrebbe ucciderli del tutto.
Tagliarli fuori, ma non dal mondo, ma dalle loro città, dalle loro famiglie… la nuova ignoranza, quella di chi non sa usare il computer ad esempio, rischia di farci fare un passo indietro più grande dell’attuale divario Nord Sud o Italia e Europa.
Stretti tra SalvaRoma, mille proroghe, stabilità… ed altre stregonerie del genere nessuno ci pensa.
Ma il vero problema è la formazione purtroppo abbandonata da tutti.
Una volta gli anziani ricorderanno c’era “Non è mai troppo tardi” la tv che insegnava a scrivere, be adesso ci vorrebbe un altro programma e non solo in tv “Non è mai troppo presto”.
Qualcuno che insegnasse a chi è rimasto indietro, dove stà andando questo mondo che nessuno capisce più.. e sapete perchè? Perchè nessuno sa più scrivere: senza carta e senza penna!
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