Due passi per Pompei

Icona Madonna Pompei

Immagine da Wikipedia

Rieccomi a aggiornare questo blog, reduce da un nuovo pellegrinaggio fatto Sabato 29 Ottobre questa volta a
Pompei.
Quello di Pompei è stato il mio primo pellegrinaggio da volontario, ci  andai per caso nel 2008, una persona che doveva andarci rinunciò e io presi il suo posto.
Nel Santuario c’è il quadro della Madonna del Rosario acquistato dal Beato Bartolo Longo [fondatore e benefattore del santuario] che ha dedicato la sua vita per il prossimo.
La costruzione del Santuario iniziò nel 1876 per volere del suo promotore Bartolo Longo e su disegno di Antonio Cua. I lavori terminarono nel 1891 ma nel 1933-39 il Santuario fu ulteriormente ampliato su progetto dell’ing. Mons. Spirito Chiappetta.
Fortunatamente è stata una piacevole giornata di sole in compagnia di volontari e disabili giunti da ogni parte d’Italia, ed ho incontrato anche una mia amica di Battipaglia che fa parte dell’Unitalsi Flegrea.
Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio (Alessandro Manzoni)
Vabbè vi auguro buona giornata, scappo al lavoro!
Emilio

Dolcetto o scherzetto?

Se vado su Wikipedia e digito “Hallowen” ho il seguente risultato:
E’ il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, osservata prevalentemente in Irlanda, Scozia, Canada e Stati Uniti d’America, che si celebra la sera del 31 ottobre.
Ora, io mi domando: Che c’entra Halloween con l’Italia???
Eppure da un bel pò di anni questa festa si è insediata stabilmente anche qui, per la felicità dei media, dei negozi e di tutti quelli che tramite essa riescono a ricevere un tornaconto economico.
Infatti se in questi giorni vi capita di recarvi in un’ipermercato qualsiasi, quasi sicuramente troverete un’angolo dedicato a costumi e affini. Ma perchè noi Italiani dobbiamo essere succubi di una festa che non ci appartiene?
A me non piace Hallowen, non mi è mai piaciuta!
D’altro canto in molti la festeggiano, come non perdono occasione per festeggiare tante altre cavolate nel corso dell’anno….
Vi lascio questa simpatica vignetta

Vignetta di Mark Parisi

Alla ricerca dell’icona perduta!

Se siamo stanchi delle icone presenti nel nostro Sistema Operativo e vogliamo personalizzare il desktop sostituendo a programmi e cartelle nuove icone, possiamo utilizzare diversi servizi gratuiti presenti in rete.
Infatti oltre al nostro motore di ricerca preferito [Gooogle, Yahoo & C], ci sono motori di ricerca specifici, questo è il caso di  Mr. Icons un ottimo motore di ricerca icone.

I risultati delle ricerche sono di facile consultazione tramite la visualizzazione delle icone con delle miniature in anteprima e la possibilità di visualizzare i set di icone (chiamati anche icon pack) in ordine alfabetico, cliccando sulla voce Browse, anziché affidarsi alla barra di ricerca. In questo modo, si possono rintracciare velocemente le icone in base al loro nome o in base alla loro categoria di appartenenza (Tag cloud).

Si tratta di un servizio gratuito che non richiede registrazione, insomma proprio un ottimo motore di ricerca per icone dove trovare facilmente migliaia di icone.
Allora che stiamo aspettando, andiamo a quest’indirizzo http://www.mricons.com e iniziamo la nostra ricerca!

Concorrenza sleale?

Ieri dopo pranzo squilla il telefono, rispondo.
Una voce di una donna dall’altro lato: Salve sono Beatrice di T. Italia, la stiamo contattando per dirle che nella sua zona saranno fatti dei lavori alle linee dati internet, lei è cliente W., quindi dovrà pagare 120 Euro per quest’aggiornamento, se invece era nostro cliente non avrebbe pagato nulla. E infine: se vuole può passare a T. Italia “adesso” e non paga i 120 Euro….
Rispondo: signorina, mi scusi ma non sono l’intestatario della bolletta telefonica e non posso prendere questa decisione a mio parere affrettata, ora stò uscendo, chiudo.
Compongo sul cordless il numero di assistenza del mio operatore telefonico, premo la cornetta, ma stranamente sento ancora delle voci [chi aveva chiamato non aveva chiuso il telefono], la telefonata non parte, richiudo. Rifaccio il numero, premo la cornetta… non c’è linea. Chiudo e aspetto un paio di secondi.
Squilla il telefono, una voce di un’altra ragazza: Pronto siamo della W. abbiamo ricevuto una telefonata da questo numero [penso tra me e me: ma se non l’ho fatto neanche il numero per chiamarvi??] perchè ci stava contattando?
Spiego alla persona con cui  stò parlando la telefonata precedente e i 120 Euro che sarò costretto a sborsare se non cambio operatore, chiedo conferma della veradicità della cosa.
La signorina mi dice: è vero, devono fare degli aggiornamenti sulle linee di proprietà della T. Italia, noi come W. non possiamo fare nulla, con la prossima bolletta lei deve pagare il costo delle sue telefonate più l’aggiornamento delle linee dati da parte di T. Italia!
Ma come?? Voi non fate nulla per tutelarci? Così li perdete i clienti! E poi dov’è scritto che questa spesa me la devo sobbarcare solo io come utente?? Dovreste farlo voi, che servizio è??
Allora la signorina continua: mi dispiace ma noi non possiamo fare nulla, tanti clienti come lei se ne sono già andati. Infine mi dice: l’unica cosa che posso fare e passarle un’operatrice della T. Italia [mai sentito che un’operatrice W. passa la telefonata a T.Italia].
No grazie, non serve, al massimo richiamo T.Italia personalmente.
Penso: ma quando si chiama la W. c’è una musica con una voce registrata che dice varie opzioni in base alle quali uno preme i numeri sulla tastiera telefonica e parla con la persona giusta, come cavolo hanno fatto a chiamare senza sapere chi ero??
Dato che non mi fido richiamo la W., parte la musica con la voce registrata, scelgo le varie opzioni proposte, dopo un pò mi risponde un uomo al qual spiego l’accaduto. Quest’ultimo mi dice: signore nella sua zona attualmente non c’è nessun lavoro sulle linee, tra l’altro se la T.Italia dovesse fare dei lavori noi la dovevamo preavvisare 30 giorni prima per le eventuali spese da sostenere….
Dopo l’ultima telefonata, ha richiamato la Signorina della T. Italia, la quale era convinta che avrei accettato le sue offerte, non sapendo che l’operatore W. – vero – mi aveva chiarito le idee su questa cosa…
Ecco cosa si fa per strappare un contratto a qualcuno….
Ma secondo voi è onesto spacciarsi per qualcun’altro in modo da “costringere” a cambiare operatore telefonico?? Penso proprio di no.

Articolo 1 Comma 29, la fine dei blog e della libertà…

Dopo circa 2 anni il governo ci riprova. Con la scusa delle intercettazioni si vuol fare in modo che i blog e i siti liberi come Wikipedia siano vincolati e controllati, un passo del comma 29 dice che qualsiasi persona pubblichi testi in rete, anche in modo amatoriale e per ristrette cerchie di amici [Blog & c] può ricevere una richiesta di rettifica, tale rettifica deve esser fatta entro due giorni, in caso contrario si incorre in una sanzione fino a 12.500 euro.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
Chi vuole può leggere l’intera proposta di legge sulle “intercettazioni” in versione Pdf qui: DDL Intercettazioni
24 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), IDV (2), Gruppo Misto (1) e FLI (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emendamenti. che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato. Altri 3 vanno nella direzione giusta ma non risolvono il problema (qui puoi trovare gli emendamenti).
Vogliamo provare a portare gli attuali 30 firmatari verso i 316 della maggioranza necessaria all’approvazione di tali emendamenti alla Camera?
Invitiamo gli altri parlamentari a variare quasto comma in modo di tutelare i siti liberi da ogni vincolo politico, lasciando Nome, Cognome e mail a questa pagina, già 2300 persone hanno aderito, l’ho fatto anch’io.
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