Ignoranza dilagante

homer-brainSiamo Ignoranti!
Prima facevamo finta di non saperlo, adesso non possiamo più barare.
Lo dicono le statistiche sull’istruzione fatta dalla Ocse a livello nazionale ed Europeo, e con numeri da spavento. Solo il 33% degli Italiani ha una formazione sufficiente di livello Europeo, ha cioè una laurea o un diploma. Il restante 66% (36 milioni di italiani) è praticamente ignorante o quanto meno ha una formazione insufficiente, tra questi c’è anche chi è addirittura analfabeta allo stato puro.
Al sud naturalmente la situazione è più grave, il 10,3% in Basilicata (cioè 1 su 10) e l’8,5% in Puglia….
In questo contesto però c’è una cosa ancora più grave, la nostra ignoranza è destinata ad aggravarsi! La formazione, la cultura, la stessa scrittura infatti avanzano con l’informatica, mentre noi come dimostrano questi dati abbiamo ancora bisogno di spiegare elementarmente l’abc, la grammatica a milioni di persone. Insomma è come se a scuola i bravi fossero stati promossi all’anno successivo, e i meno bravi stessero fermi alle prime lezioni dell’anno in corso. Quest’ultimi purtroppo sono la stragrande maggioranza e vanno salvati, perchè l’informatica, l’avvento delle nuove tecnologie potrebbe ucciderli del tutto.
Tagliarli fuori, ma non dal mondo, ma dalle loro città, dalle loro famiglie… la nuova ignoranza, quella di chi non sa usare il computer ad esempio, rischia di farci fare un passo indietro più grande dell’attuale divario Nord Sud o Italia e Europa.
Stretti tra SalvaRoma, mille proroghe, stabilità… ed altre stregonerie del genere nessuno ci pensa.
Ma il vero problema è la formazione purtroppo abbandonata da tutti.
Una volta gli anziani ricorderanno c’era “Non è mai troppo tardi” la tv che insegnava a scrivere, be adesso ci vorrebbe un altro programma e non solo in tv “Non è mai troppo presto”.
Qualcuno che insegnasse a chi è rimasto indietro, dove stà andando questo mondo che nessuno capisce più.. e sapete perchè? Perchè nessuno sa più scrivere: senza carta e senza penna!

Primo giorno di scuola

Si sa che c’è modo e modo per affrontare le cose, onestamente la mia curiosità era forte e quel giorno ci sono andato volentieri, poi con il tempo la cosa è diventata un’abitudine.
Gli anni passavano inesorabilmente e con loro anche la mia voglia di andarci, non sono mai stato una cima, anzi, c’erano materie che preferivo e altre di cui non volevo neanche vedere il libro.
Ora che sono passati tanti anni rimpiango quei giorni, in cui l’unica preoccupazione era studiare.

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