Come vorrei il 2008

 

Ecco siamo arrivati alla fine di un altro anno, tutti speriamo che il nuovo sia migliore di quello che volge al termine, in un certo senso non ci accontentiamo mai.

Cosa vi aspettate dal nuovo anno alle porte?

Personalmente lo vorrei diverso da quello che sta per concludersi, lo so sono un sognatore, ma sognare mi fa star meglio.

Non limitatevi a lasciare gli auguri, leggete quello che trovate scritto, grazie.

 

 

Come vorrei il 2008

 Vorrei un anno dove il posto di lavoro, sia un luogo in cui si va per guadagnare il pane per vivere, e ci sia meno precarietà, meno sfruttamento, meno infortuni mortali. Ma che ci sia più umanità, più serenità e più dignità per le persone. Un posto di lavoro più sicuro per la salute e per la vita, e che il valore della vita venga messo al primo posto, dai datori di lavoro, dai lavoratori, dalle classi dirigenti del nostro paese, dalle istituzioni, da tutti.

Un anno dove il Servizio Sanitario Nazionale, risponda sempre meglio ai bisogni degli ammalati, e della popolazione. Attui a pieno i principi di uguaglianza di trattamento per tutti i cittadini.

Un anno dove la Scuola sia capace di dare una preparazione, civile, culturale e sociale, sempre più elevata e migliore, e che il diritto allo studio sia garantito in uguale misura per tutti quanti. 

Un anno dove la previdenza, sia in grado di garantire una pensione dignitosa a tutti i pensionati, e a tutti quei pensionati che ora non ce la fanno, di poter arrivare a fine mese.

Un anno dove il servizio socio assistenziale, sia in grado di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini più deboli, anziani non autosufficienti, bambini handicappati, disabili, sviluppando una vera rete di servizi sul territorio per poterli usufruire.

Un anno dove donne, bambini e vecchi, possano vivere più serenamente, dentro e  fuori le proprie case. Senza subire alcuna violenza, e fiorisca nelle menti della gente il vero amore.

Un anno dove tutti insieme, classe dirigente del paese, istituzioni e cittadini, pensassimo meno ai soldi, ci sia meno egoismo, meno interessi personali, meno divisioni, ma uniti pensassimo di più per il bene comune.

Un anno dove tra la gente, circolasse meno volgarità, meno parolacce. Ma ci fosse più amore, più collaborazione, più dolcezza, più condivisione, più rispetto nei confronti degli altri e della vita in generale.

Un anno dove non ci sia più: la fame, lo sfruttamento, le ingiustizie, gli squilibri dei paesi poveri nei confronti di quelli ricchi, ma ci sia più giustizia sociale.

Un anno dove regni l’accoglienza, coltivata sentita e praticata, e siano eliminate nella mente della gente tutte le barriere mentali e razziste, che ci sia quella apertura per far si che i nostri cuori e il nostro amore possano trionfare.

Un anno dove ci sia una società onesta, sincera, trasparente, rispettosa delle regole, una società libera dalla mafia, dalla malavita organizzata, dalla corruzione.

Un anno dove l’ambiente sia meno inquinato, ma ci sia più rispetto da parte di tutti, più curato, per poterci vivere tutti meglio, e lasciare ai nostri figli e alle future generazioni un bell’ambiente.

Un anno dove non ci siano più stragi sulle strade, meno incidenti, e non ci sia più l’abuso di alcool e droghe, e il codice stradale sia veramente rispettato da tutti, per fare in modo che al posto di tanti feriti e morti, ci siano tante vite salvate e tante famiglie più serene.

Un anno dove nel gioco del calcio non circoli più odio e violenza, ma sia vissuto come un gioco bello, uno sport socializzante, creativo, che unisce. E si possa andare allo stadio con tranquillità con la famiglia e i bambini per divertirsi.

Un anno dove ci sia una società più giusta per tutti i cittadini, l’uguaglianza, la giustizia sociale sia realizzata, una società piena di valori e di diritti veri, e di solidarietà.

Un anno dove l’indifferenza e la passività verso i problemi, sia superata con l’impegno e la partecipazione, con responsabilità, con il protagonismo, per risolvere i problemi del nostro mondo, per sconfiggere tutte le guerre sulla terra, e per contribuire con i colori dell’arcobaleno a costruire la vera pace.

Un anno da sogno, di desideri, di aspirazioni, ma se tutti insieme ci mettessimo a sognare un mondo più giusto e migliore, il sogno diventerebbe realtà, un anno da ricordare.

Buon 2008 a tutti, che sia per tutti voi magico

Emilio

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Dov’è il re dei giudei che è nato?


Dov’è il re dei giudei che è nato?

 

Ecco le prime parole che i Re Magi rivolsero ad Erode. E poi si incamminarono lungo la strada. Un viaggio lungo e faticoso, né in aereo né in treno, all’epoca non esisteva tutto ciò.

Misero a rischio la loro vita per valicare monti e attraversare valli perché?

"Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 

Certo Gesù è letteralmente nato sotto una buona stella, ed ancor oggi – come ogni anno – fa accendere milioni di stelle e lucine in tutte le città del mondo, con grande gioia dei bambini e dei consumisti. 

I Magi attraversarono mari e monti per vedere il re dei Giudei che è nato, gli offrirono i loro doni più preziosi e se ne tornarono a casa felici.

Il signore ha mandato il suo figlio per amore, noi lo seguiamo o siamo intenti solo alle nostre cose?

La verità è che tantissimi pensano ad altro, in pochi sono disposti a seguirlo.

Molti si ricordano di lui solo quando hanno bisogno, problemi di salute, problemi di lavoro, insomma quando sono in difficoltà e chiedono aiuto. Ma lui non c’è solo in quei momenti.

Ogni giorno è buono per celebrarlo, Natale è un’occasione.

Nel freddo della notte – tra il 24 e il 25 dicembre – appare la luce di Dio, un bambino apparentemente fragile e simile a tutti gli altri, ma che in realtà è un dono per tutti i viventi.

Il bambino Gesù viene per portare la pace nel mondo, vuole vivere in noi. Non c’era posto negli Alberghi, o meglio non c’era un posto riservato dove la Vergine Maria potesse partorire. Ecco il perché poi Gesù nacque in una stalla.

Ora egli bussa alla porta del cuore di ognuno di noi nella speranza che ci sia un posto per lui. E non facciamo come hanno fatto gli Albergatori quel tempo. La nascita di Gesù a Betlemme e nelle zone oscure del nostro essere, avviene in un "oggi" preciso. E’ l’ oggi di Dio che non ammette ritardi. Tutti siamo chiamati ad accoglierlo ed essere come i pastori, annunciatori del messaggio di pace cantato dagli angeli.

Anche per questo nostro mondo truculento gli angeli hanno cantato l’annunzio di pace. Anche per chi è avvolto nella tenebre "Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi".

Sapranno gli uomini del nostro tempo, riconoscere ed accogliere questa presenza?

 

Maestro della Natività del Louvre – Natività XV sec.

Buon Natale e buone festività a tutti

Emilio

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La neve a Bari

 

La neve a Bari

Stamattina mi son svegliato infreddolito, guardo dalla finestra e cosa vedo? Caspita nevica!! Ecco quel che non ti aspetti che accade, la neve è un evento inaspettato da queste parti. non siamo mica in montagna, certo nelle zone limitrofe della proincia non è una novità, ma qui è daero raro vedere una neicata. Non ricordo di aver mai visto la neve qui a Bari ne mese di Dicembre…ma in mesi più freddi come Gennaio, si vede che questo clima è davvero cambiato. Ora qui sono -3 gradi, chi l’avrebbe mai detto?
Tantissimi anni fa ricordo altre nevicate, una in particolare che porto nel cuore è del periodo in cui andavo a scuola, era di domenica e la neve la trovavi ovunque, appena sceso per strada riuscivo a malapena a restare in equilibrio, poi andai in chiesa per seguire la messa. Dopo iniziò una vera e propria battaglia di palle di neve, prima tra le auto parcheggiate, poi visto che non ci bastava ci dirigemmo al parco più grande della città – Largo 2 Giugno – ovviamente tutto innevato e addirittura il laghetto ghiacciato.
Entrammo nel parco nonostante fosse chiuso, saltando il cancello, ma non eravamo gli unici, tantissimi ragazzi baresi erano attratti dalla neve, e chi l’aveva mai vista così tanta? Li continuammo la battaglia e alcuni riuscirono a fare un pupazzo di neve! Infine stremati e infreddoliti ci dirigemmo a casa.
Erano altri tempi e tutti eravamo spensierati, diciamo che avevamo per dirla in Barese: ” La Capa Fresc”.
Oggi ha nevicato parecchio, poi ha smesso e ha ricominciato. questa sera mi sa che il freddo e la temperatura bassa agevolerà ancora la sua caduta e domani ci ritroveremo nuovamente innevati, sempre se non piove.
Personalmente mi piace quest’evento naturale, la caduta della neve fa sempre un certo effetto. Però credo che alla lunga è anche noioso perché non ci si riesce a muovere, il traffico non è scorrevole e i disagi son tanti.

 

Ecco diverse foto scattate questa mattina per le vie di Bari
e Largo 2 Giugno
Qui sotto il link di un pò di tg che parlano dell’evento.
Neve a Bari Dic 2007

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Presepe o albero?


Che ne pensate delle feste imminenti? Oggi – festa dell’immacolata – come tradizione viene fatto il presepe, il Natale ha sempre un fascino particolare, credo che quando si è piccoli la cosa è molto più sentita. Ricordo con malinconia quei giorni in cui aspettavo gioioso l’arrivo delle feste Natalizie – che duravano tanto – ora i giorni di festa per me sono solo quelli in rosso sul calendario. Come tutte le cose anche queste festività con il passare degli anni sono diventate una routine, gli anni passano inesorabilmente e la nostra vita diventa sempre più complicata, non si ha più il tempo di fermarsi e riuscire a capire veramente il senso di questi giorni. Il vero senso del Natale si sta man mano perdendo.

 

Presepe o albero?

Chi non conosce "Tu scendi dalle stelle", la cantava Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696 – 1787). E anche noi lo ripetiamo in questi giorni davanti al presepe. A proposito, Presepe o albero di Natale? C’è ancora posto del presepe nelle nostre case? Premetto che non ho niente contro l’albero di Natale, anzi è un’occasione per divertire i bimbi e scambiarsi i regali. Però non possiamo dimenticare che questa tradizione provoca la distruzione di molti alberi. Ma sopratutto l’albero rischia di diventare il simbolo del consumismo (se non lo è già).

Vicino all’albero ci sono luci, stelle e regali, ma non c’è il bimbo Gesù. Già il festeggiato non è presente, sembra un paradosso, ma è così. I cristiani apprezzano sempre la bontà e la gioia, anche se non hanno un esplicito riferimento religioso. Sanno che è bello se i genitori possono fare un regalo ai figli per renderli felici.

Ma Natale è la celebrazione del nostro Dio che manda suo figlio qui tra noi – povero e umile in una capanna – per la nostra salvezza. Quindi gli adulti non devono disperdere queste tradizioni, perché il presepe merita di essere presente nelle nostre case, ci invita a pensare e pregare insieme. Non fa parte del consumismo, ma è il racconto della verità.

Una volta a Natale si mangiavano gli agnolotti e le noci, ed era una gran festa. Oggi si regala la playstation ed è festa lo stesso. Nella società moderna, il vero senso del Natale non viene più messo in risalto. E’ come quando si tagliano le radici a una pianta, la pianta muore. Noi siamo un po’ così, piccole piante piene di buoni propositi ma con radici sempre sottili.

Invece ritrovare ogni anno – in un cartone – la capanna, le statuine, le pecorelle e gli alberelli, aiuta ogni famiglia a spiegare ai piccoli quanto è grande l’amore di Dio per ogni uomo. Per alcuni giorni ogni casa ha un centro che non è la televisione o il frigorifero, davanti al presepe: una preghiera o un segno di croce, un saluto o una poesia al Bambino, tutto fa riflettere.

 

Il Signore è la salvezza del povero, il germoglio giusto, che regnerà da vero re, è il messia che salverà il popolo dai suoi peccati. (Ger. 23,5-8)

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